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Economia Italiana: Un quadro generale
Quadro generale dei rapporti bilaterali
Imprese italiane in Nigeria
Barriere Tariffarie e Non Tariffarie al Commercio
◦ Investimenti
◦ Settore Finanziario
Trattati relativi a rapporti economici e finanziari


Quadro generale dei rapporti bilaterali

L’interscambio complessivo tra Italia e Nigeria e’considerevole. A fine 2011 le esportazioni italiane verso la Nigeria sono state equivalenti a 821 milioni di Euro, mentre le importazioni hanno raggiunto circa 1.57 milioni di Euro. Il volume dell’interscambio a fine 2011 e’quindi pari a 2.397 milioni.

A giugno 2012 le importazioni italiane erano pari a 855.5 milioni di Euro, e le esportazioni a 475 milioni; sia le importazioni che le esportazioni sono in aumento rispetto ai corrispondenti dello stesso periodo 2011.

La Nigeria e’ il principale partner commerciale dell’Italia nell’Africa sub- sahariana dopo il Sud Africa.
I principali prodotti dell’interscambio commerciale tra Italia e Nigeria sono, tra le importazioni, greggio e gas, cuoio e prodotti dell’agricoltura,silvicoltura e pesca; tra le esportazioni,macchinari e parti di ricambio, metallo e prodotti in metallo, prodotti petroliferi raffinati, apparecchiature elettriche, prodotti chimici e autoveicoli.

Nell’aprile 2014 il Parlamento ha approvato il Bilancio pubblico per l'anno in corso.
La spesa prevista e’di 4.7 miliardi di Naira equivalenti a Euro 22,3 miliardi circa, di poco inferiore rispetto agli anni passati. Il bilancio si basa sul prezzo al barile di greggio di 77.5 dollari. I proventi dalla produzione di greggio rappresentano in media l'80% delle entrate di bilancio.
Il bilancio 2014 e’ stato significativamente denominato “Budget for Job Creation and Inclusive Growth”. Il Ministro Okonjo-Iweala ha dichiarato che il Governo intende sostenere la rivitalizzazione dell’agricoltura, la crescita del settore edile, lo sviluppo dell’industria manifatturiera e dell’utilizzo delle risorse minerarie allo scopo di incrementare l’occupazione quale obiettivo chiave per la crescita sostenibile della Nigeria.

Nel 2013, la Nigeria risulta essere la prima economica dell'Africa con un PIL di 510 miliardi di dollari (National Bureau of Statistics), avendo superato il Sud-Africa dopo il ricalcolo del PIL che tiene conto in misura diversa di settori previamente sottostimati quali l'industria cinematografica, le telecomunicazioni mobile e il commercio elettronico.

Imprese italiane in Nigeria

La presenza di imprese italiane in Nigeria risale ai primissimi anni dopo l’indipendenza del Paese nel 1960, e in alcuni casi anche a periodi precedenti ad essa. Decine di imprese erano e sono presenti in ogni parte del Paese, da Lagos ad Abuja, da Port Harcourt a Jos, Kaduna, Kano e Katsina. I settori di interesse sono molteplici: idrocarburi, costruzioni, infrastrutture, servizi portuali e ingegneristica. Le imprese italiane sono fiere del loro contributo alla realizzazione di infrastrutture nel Paese secondo i piani di sviluppo delle competenti Autorita’nigeriane.

Alcuni simboli della capitale, Abuja, sono stati progettati e/o realizzati da imprese italiane, o sono attualmente in costruzione, quali la Cattedrale Ecunemica Nazionale, la Moschea Nazionale, il Transcorp Hilton e la Libreria Nazionale, oltre a piste di aereoporti, strade e ponti in altre parti della Nigeria. Nella citta’di Lagos innumerevoli tra i piu’ rilevanti e noti edifici sono stati eretti da imprese italiane sia in ambito residenziale che industriale e finanziario. Sono conosciuti per l’eccellente qualita’e la solidita’nel tempo.

Nel settore degli idrocarburi, le attivita’sono concentrate attorno all’area di Port Harcourt nel sud. Consistono principalmente in estrazioni da piattaforme off-shore o da pozzi on-shore di greggio e gas, anche associati al greggio, oltre al loro trasporto. Le imprese italiane attive in tali settori operano anche attraverso loro partecipate per la gestione di centrali di produzione di energia elettrica.

Attenzione crescente e’ prestata agli aspetti di “social corporate responsability”con iniziative in favore dello sviluppo sociale e dei servizi per la popolazione. L’Italia e’attiva nella collaborazione nel comparto sicurezza, specialmente per i controlli di frontiera.

L’impegno delle autorita’ nigeriane nella lotta contro i crimini di carattere economico e’ considerevole, specialmente per la prevenzione e la repressione dei frequenti tentativi di truffa perpetrati ai danni di imprese internazionali tramite internet.
Le imprese italiane che sospettino di essere possibili vittime di tentativi di truffa, sono invitate a riportare gli estremi della fattispecie all’Ambasciata ad Abuja e alle autorita’ nigeriane competenti, in particolare alla Economic and Financial Crimes Commission-EFCC (www.efcc.gov.ng) e alla Independent Corrupt Practices and Other Related Offences Commission-ICPC (www.icpc.gov.ng).
Come misura precauzionale, le aziende italiane sono invitate a interrompere i contatti con le controparti sospette di truffa, a non effettuare alcun pagamento anticipato che possa essere stato richiesto e a non fornire propri dati bancari e finanziari. Si consiglia a tale scopo di consultare la nota predisposta da questa Ambasciata sulle caratteristiche principali dei ricorrenti tentativi di frode disponible cliccando sul seguente link: Nota informativa su tentativi di truffa da Nigeria e Benin.

Il Comitato inter-agenzia contro i gestori illegali di fondi di investimento (c.d. "wonder banks”), del quale sono parte la Banca Centrale di Nigeria, la Securities and Exchange Commission, la Nigeria Deposit Insurance Corporation, la Corporate Affairs Commission, la Economic and Financial Crimes Commission e la Polizia di Nigeria, hanno avvisato il pubblico dei risparmiatori sulla ripresa di attivita' da parte di gestori illegali di fondi di investimento. Tali gestori non possiedono le necessarie licenze rilasciate dalla Banca Centrale e dalla Securities and Exchange Commission nigeriane per operare nel Paese come gestori di fondi e di strumenti di investimento.
Pertanto, coloro che desiderano investire in qualsiasi strumento finanziario attraverso gestori di fondi o simili istituzioni, sono fortemente incoraggiati a esperire gli accertamenti del caso presso la Banca Centrale di Nigeria e la Securities and Exchange Commission, allo scopo di verificare lo status e le licenze dei gestori proponenti e di analoghe entita'. Per maggiori informazioni possono essere consultati i siti della Banca Centrale di Nigeria www.cbn.gov.ng e della Security and Exchange Commission www.sec.gov.ng.

Barriere Tariffarie e Non Tariffarie al Commercio

L’Amministrazione del Presidente della Repubblica Goodluck Ebele Jonathan fa dell’attrazione degli investimenti esteri uno dei cardini della propria politica. Oltre che nel campo dell’ “oil and gas”, opportunita’sono presenti in quelli della produzione e distribuzione elettrica, delle infrastrutture dei trasporti urbani ed extraurbani, dell’agricoltura, dell’agro-industria, dell’estrazione mineraria e della petrolchimica.

Tuttavia, le importazioni dall’estero incontrano ostacoli costituiti da barriere tariffarie e non. Il livello delle tariffe e’,infatti, elevato con imposte ad valorem, cioe’sul valore dichiarato della merce. Il fine perseguitato dal Governo Nigeriano e’di favorire la crescita dell’industria locale. Le barriere tariffarie e i bandi all’importazione interessano anche prodotti tipici dell’export italiano. Per maggiori informazioni si consiglia di visitare i siti www.exports2nigeria.com e www.customs.gov.ng.

Investimenti

La legge del 1995 in materia di investimenti esteri ha instituito la “Nigerian Investment Promotion Commission – NIPC”(http://www.nipc-nigeria.org), agenzia governativa con competenze in materia di promozione e assistenza agli imprenditori stranieri interessati ad investire nel Paese.

Nell’agosto 2012, il Ministro degli Esteri nigeriano ha annunciato che gli IDE in Nigeria erano pari a 12 miliardi di dollari. Paesi principali di provenienza sono la Cina (che nel 2010 ha iniziato la rinnovazione del sistema ferroviario in Nigeria per 500 milioni di dollari), gli Stati Uniti, l’India e la Corea del Sud.

Le imprese italiane che desiderano investire e operare in Nigeria debbono registrare una azienda in loco in base al diritto nigeriano. Per maggiori informazioni si rinvia al sito della Corporate Affairs Commission-CAC: www.cac.gov.ng

Settore Finanziario

A seguito della grave crisi economica e finanziaria che ha colpito il Paese, la Banca Centrale della Nigeria ha immesso, tra il 2009 ed oggi, circa 4.2 miliardi di dollari sotto forma di capitale nel sistema bancario per evitare il default di 10 Banche delle 24 presenti; tre di esse sono state nazionalizzate.

Si fa presente che la First Bank of Nigeria si e’classificata 14.MA nelle prime 200 banche africane nell’anno 2012,secondo il settimanale “Jeune Afrique”.

In Nigeria dal 2012 opera la prima banca “senza interessi”, la Jaiz Bank. Essa ricava introiti da copartecipazione agli utili delle attivita’economiche sostenute, (c.d.“non interest”o “islamic banking”).

A fine 2011 il tasso di inflazione su base annua era del 10.3%. Ad ottobre 2012 era dell’11.7%.

La borsa valori (“Nigerian Stock Exchange”) ha perso oltre il 18% nel 2011. Tuttavia nel corso del 2012 si e’registrata una risalita del 25% su base annuale.

Trattati relativi a rapporti economici e finanziari

Italia e Nigeria hanno concluso il 27 settembre 2000 l’Accordo per la Reciproca Promozione e Protezione degli Investimenti, successivamente ratificato da entrambe le parti ed in vigore dal 22 agosto 2005.

Italia e Nigeria hanno anche concluso i seguenti Accordi:
Accordo per evitare la doppia imposizione sui redditi dalla navigazione marittima e aerea, firmato nel 1977;
Accordi di carattere finanziario in tema di debito pubblico e privato nigeriano secondo i termini del Club di Parigi, firmati nel 1989, 1990, 1992 e 2004.
Accordo per la cancellazione di 1.5 miliardi di Euro di debito pubblico nigeriano, firmato nel 2005.
E’ in vigore un Accordo Bilaterale sui Servizi Aerei.